UMBERTO UCCIOLI

Nato a Roma nel 1967, si è laureato con laude nel 1994 in Odontoiatria e Protesi dentaria presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Le specializzazioni in cui nel corso degli anni ha dedicato la sua attività sono l’endodonzia, la conservativa e in generale l’odontoiatria microscopica.

È socio attivo della “Società Italiana di Endodonzia” dal 1999, nella quale dal 2009 al 2013 è Membro della Commissione Accettazione Soci e dal 2014 Membro della Commissione Culturale. Sempre all’interno della SIE, dal 2005 al 2007 è stato Segretario Culturale della Sezione Romana di Endodonzia (S.E.R.).

È Autore di pubblicazioni su riviste scientifiche Nazionali e Internazionali. Ha collaborato alla stesura del “Manuale Italiano di Endodonzia” a cura della Società Italiana di Endodonzia (S.I.E).

Dal 2020 al 2023  Presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Microscopica (A.I.O.M.).

All’interno del suo Studio Odontoiatrico, il dottor Uccioli ha creato un Centro Corsi che è opportunità di formazione continua, stimolando in primis tutto il suo staff e i collaboratori.

“Moderni orientamenti clinici nel ripristino del dente endodontico”

L’obiettivo ultimo del nostro lavoro, relativamente al dente singolo, è il suo recupero morfofunzionale,
ossia restituire al dente le funzioni per cui è nato all’interno del suo apparato: la masticazione, il linguaggio, la respirazione, la deglutizione, la postura, l’estetica, il controllo dello stress (bruxismo).
Soltanto se siamo in grado di conferire al dente il suo profondo valore biologico, potremo progettare un adeguato piano di trattamento.
Pertanto, il restauro del dente trattato endodonticamente costituisce un capitolo molto importante, nell’ottica del mantenimento dell’omeostasi del sistema stomatognatico nella vita del paziente.
I denti trattati endodonticamente sono più suscettibili al fallimento biomeccanico, poiché subiscono cambiamenti irreversibili dal punto di vista anatomico e biochimico che li rendono più suscettibili alla frattura, condizionandone le scelte ricostruttive.
In passato si è data molta enfasi all’aspetto biochimico, che poi ha lasciato il posto ad un orientamento più biomeccanico del problema, introducendo ed esaltando concetti come l’effetto ferula, il cerchiaggio protesico, che spesso hanno comportato atteggiamenti terapeutici aggressivi e ingiustificati.
Inoltre l’utilizzo delle resine composite non costituisce un rinforzo di strutture non autosostenute e il legame adesivo tra dentina e resina composita, nel tempo, subisce un decadimento proporzionale agli stress meccanici, termici, idrolitici e enzimatici cui è sottoposto.
Oggi, credo sia necessario operare un ampliamento della nostra prospettiva clinica che ricerca nel particolare il problema e la soluzione ad esso. Il controllo delle forze e il disegno occlusale rappresentano fattori fortemente determinanti nella prognosi del dente endodontico, permettendo il recupero e il mantenimento di elementi altrimenti valutati irrecuperabili.